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mercoledì 21 dicembre 2011

Casali Roma Sud vol. 3: città militare

In via Castel di Leva sorgono due casali, situati su due colline poco distanti che affacciano sul raccordo. Da lontano sembrano due gemelli che si guardano, si parlano e si studiano. Anche loro forme di resistenza di un passato ormai troppo lontano, fanno da sfondo all'incredibile violenza che sta subendo il nostro territorio, con una vera e propria caccia ai terreni.
Anche qui, come nei casolari visitati insieme a Simone Lettieri si può riscontrare una stessa struttura abitativa, stessa organizzazione degli spazi e le innumerevoli tracce lasciate dagli abitanti che si sono alternati in questi luoghi. Non mancano orsacchiotti, macchinine o altri oggetti appartenenti a bambini. Oggetti abbandonati che trovano una loro esistenza sotto cumuli di macerie.

Luca Verducci














Casali Roma Sud vol. 2: l'altro Merlin

Poco distante dal casale soprannominato Leroy Merlin - per la vicinanza al cantiere dove stanno costruendo Fonte-Laurentino - sorge quest'altra struttura. In questa vecchia casa il silenzio che avvolge l'ambiente fa da sfondo al cantiere, dove i ritmi e il frastuono non cessano fino alle 17 del pomeriggio. Qui troviamo tracce di vita, questo vecchio casale è probabilmente usato da alcuni pastori rumeni, vista anche la scritta sul muro che sembrerebbe provenire da quelle terre.  

Luca Verducci











martedì 20 dicembre 2011

Lunar park...l'emblema dello spreco

Quanti anni sono passati da quando questo anziano d'Italia è stato mandato in pensione? 
Questo posto è ricco di ricordi per tutti i ragazzi della nostra generazione e anche di quelle precedenti: si inizia con i sabati e domeniche con la famiglia, per poi passare alle giornate con i compagni di scuola, quando invece di andare al liceo si passavano intere giornate a non fare niente, a provarci con le ragazze o a farsi i primi spinelli. 
Il silenzio che adesso si percepisce al Luneur stride nettamente con quelle giornate affollate di gente. Adesso il paesaggio è disegnato da viottoli dissestati, strutture impolverate, bruchi sorridenti in attesa di riprendere le corse. E' una violenza quella che subiscono i cavalli delle ruote o il bruco stesso, lasciati immobili al loro destino, sorridenti nonostante l'attesa interminabile. La loro solitudine viene confortata dalla natura. Una natura che trova spazio fra le ruote dell'otto volante o tra i bracci meccanici di attrazioni, ma che non è semplice spettatrice se non anche attrice. Il paesaggio che ne nasce all'interno di questa struttura abbandonata è sicuramente di tipo spettrale, come se qualcuno stesse osservando l'estraneo esploratore.

Luca Verducci